Il falco pellegrino è uno dei rapaci più caratteristici delle pareti rocciose dei Colli Euganei. Potente e velocissimo, caccia soprattutto altri uccelli in volo, sfruttando picchiate ad altissima velocità. Per la riproduzione predilige rupi e pareti difficilmente accessibili, senza costruire un vero nido.
Nei Colli Euganei può essere considerato oggi stanziale e nidificante. La sua colonizzazione relativamente recente è ben documentata: la prima nidificazione accertata risale al 2001 e nel 2009 erano già state censite cinque coppie. Rocca Pendice rimane uno dei siti riproduttivi più importanti: è quindi un ottimo esempio di specie che, dopo una fase di espansione, è divenuta presenza stabile sui Colli.
Il falco pellegrino è una specie particolarmente protetta in Italia: la Legge 157/1992 attribuisce questa tutela a tutti i rapaci diurni. È inoltre inserito nell'Allegato I della Direttiva Uccelli, che prevede specifiche misure di conservazione degli habitat necessari alla sua sopravvivenza e riproduzione.
Come comportarsi
Il falco pellegrino è particolarmente sensibile al disturbo nei pressi del sito riproduttivo, soprattutto durante la deposizione, la cova e l'allevamento dei giovani. Il problema non è rappresentato dalla semplice osservazione dell'animale a distanza, ma dall'avvicinamento ripetuto alle pareti o alle cenge utilizzate per il nido, che può costringere gli adulti ad allontanarsi e compromettere la riproduzione.
Nei Colli Euganei questo aspetto assume un significato concreto soprattutto a Rocca Pendice, dove il falco pellegrino nidifica regolarmente e dove la convivenza con l'attività di arrampicata viene gestita mediante interdizioni temporanee dei settori interessati. Ogni anno, il Parco comunica nei propri canali ufficiali la chiusura temporanea (solitamente da marzo a luglio) di alcune pareti proprio per tutelare la nidificazione; il Piano di Gestione del sito prevede espressamente misure specifiche per evitare il disturbo alla specie.
Per chi frequenta l'area la regola fondamentale è quindi rispettare sempre le chiusure temporanee, non avvicinarsi intenzionalmente al nido e non tentare di raggiungere cenge o punti di osservazione più vicini. Fotografia e osservazione naturalistica devono essere effettuate a distanza, senza provocare reazioni negli adulti.