Colli Euganei · Colli Euganei Natural Park
Lupo appenninico
Fauna

Lupo appenninico

Canis Lupus Italicus

Il lupo appenninico è il più grande canide selvatico presente in Italia e un predatore posto ai vertici della catena alimentare. È un animale prevalentemente elusivo, attivo soprattutto nelle ore notturne e crepuscolari e naturalmente portato a evitare il contatto diretto con l'uomo. La sua presenza nei Colli Euganei, documentata per la prima volta nel 2021, è diventata negli ultimi anni più frequente: nel gennaio 2026 l'Ente Parco ha rilevato un aumento delle segnalazioni e degli indici di presenza, considerando possibile una frequentazione più assidua e potenzialmente stabile del territorio.

Il ritorno del lupo nei Colli si inserisce nella naturale espansione che la specie sta compiendo in Italia dopo essere stata per secoli perseguitata e progressivamente eliminata da gran parte del proprio areale. La sua ricolonizzazione ripristina una componente importante degli ecosistemi: il lupo è infatti un predatore apicale e viene spesso considerato anche una specie ombrello, per questo la conservazione degli ambienti e delle connessioni ecologiche necessarie alla sua presenza può quindi favorire indirettamente molte altre specie.

La presenza di un grande predatore può inoltre produrre effetti che si propagano lungo la rete alimentare, fenomeno noto come cascata trofica. In termini semplici, predando gli ungulati il lupo può contribuire a limitarne il numero e a modificarne il comportamento e la distribuzione; una minore pressione degli erbivori su determinate aree può a sua volta favorire la vegetazione e gli organismi che da essa dipendono. Questi effetti non sono identici in tutti gli ecosistemi e nei paesaggi fortemente influenzati dall'uomo possono essere attenuati o modificati, ma il ruolo regolatore dei grandi predatori rappresenta una componente importante del funzionamento naturale degli ecosistemi.

Particolarmente rilevante per i Colli Euganei è il rapporto con il cinghiale, specie molto abbondante nel Parco e oggetto da anni di specifiche attività di controllo. Gli ungulati selvatici costituiscono normalmente la parte principale della dieta del lupo e, in numerosi studi italiani, il cinghiale risulta tra le prede più consumate e in alcune aree rappresenta la preda principale. La predazione del lupo può quindi contribuire al controllo naturale della popolazione di cinghiale, colpendo in particolare giovani e individui più vulnerabili, introducendo nel territorio un fattore di regolazione naturale che per lungo tempo era mancato.

Conoscere e rispettare

La convivenza con il lupo richiede soprattutto comportamenti corretti. Non bisogna mai alimentare intenzionalmente il lupo o altra fauna selvatica né lasciare all'esterno rifiuti organici, avanzi di cibo o alimenti per animali che possano attirarla. Un lupo incontrato in natura non deve essere seguito o avvicinato e deve sempre avere la possibilità di allontanarsi. I cani vanno tenuti sotto controllo e al guinzaglio durante le escursioni, mentre animali domestici e da allevamento devono essere custoditi con particolare attenzione, soprattutto durante la notte. Queste misure riducono il rischio che i selvatici associno la presenza umana alla disponibilità di cibo e aiutano a mantenere la naturale distanza tra uomo e lupo.

Conoscere la biologia della specie e adottare comportamenti coerenti è quindi il modo più efficace per gestirne il ritorno: il lupo non deve essere né ricercato né attirato, ma considerato per ciò che è, un grande predatore selvatico che sta tornando spontaneamente a occupare anche il territorio euganeo.

Il lupo è una specie protetta in Italia ai sensi della Legge 157/1992 e non rientra tra le specie cacciabili. Dal 2026, a seguito dell'aggiornamento della normativa europea e italiana, non è più compreso tra le specie che richiedono protezione rigorosa della Direttiva Habitat, ma resta una specie di interesse comunitario il cui eventuale prelievo è sottoposto a specifiche misure di gestione.

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