L’orchidea minore, conosciuta anche come orchidea morio, è una delle orchidee spontanee più diffuse e riconoscibili dei Colli Euganei. Presenta un’infiorescenza piuttosto compatta formata da fiori generalmente viola, porpora o rosati, anche se non mancano individui molto chiari o quasi bianchi. I sepali e i petali superiori formano una sorta di piccolo casco attraversato da evidenti nervature verdi o violacee, mentre il labello è più chiaro al centro e spesso punteggiato di macchie porpora.
Nei Colli Euganei è piuttosto frequente su tutti i rilievi. Cresce soprattutto nei prati, nei vegri, nei cespuglieti e negli ambienti erbosi aperti o semiaperti, su suoli limoso-argillosi relativamente profondi. Non è strettamente legata a un unico tipo di substrato: può infatti svilupparsi sia su terreni calcarei sia su substrati arenacei. La fioritura avviene generalmente tra aprile e giugno.
La specie è quindi un buon esempio di orchidea capace di occupare ambienti diversi lungo il passaggio tra prateria e vegetazione arbustiva. La sua presenza non va associata esclusivamente ai prati completamente aperti: può comparire anche ai margini dei boschi, nelle radure e nei cespuglieti, purché rimangano sufficienti condizioni di luce. Questo conferma l’importanza, per la flora euganea, non solo dei vegri ma anche degli ambienti di transizione e dei margini forestali.
I fiori attirano soprattutto insetti impollinatori senza offrire necessariamente una ricompensa nettarifera significativa, sfruttando forma e segnali visivi per favorire le visite. Come nelle altre orchidee, anche i minuscoli semi di Anacamptis morio dipendono dalla presenza di funghi micorrizici del terreno durante le prime fasi dello sviluppo. La conservazione della specie è quindi legata non soltanto alla struttura della vegetazione, ma anche al mantenimento di suoli poco alterati e di pratiche di gestione compatibili con il ciclo naturale della pianta.
Il nome specifico morio ha un’etimologia non del tutto certa: potrebbe richiamare il latino morio, “buffone”, per le striature del casco floreale, oppure morion, il caratteristico elmo militare diffuso in Europa tra Cinquecento e Seicento. In passato la specie era infatti conosciuta come Orchis morio, prima di essere trasferita al genere Anacamptis sulla base di studi molecolari.