Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante, isola greca allora sotto il dominio della Repubblica di Venezia, e fu una delle voci più importanti della letteratura italiana di primo Ottocento. Cresciuto fra suggestioni classiche e le tensioni politiche della sua epoca, si trasferì giovanissimo a Venezia, dove mosse i primi passi come poeta. La delusione per il trattato di Campoformio, che segnò la fine della Repubblica veneziana, alimentò in lui un profondo disincanto patriottico, che trovò voce nel celebre sonetto "A Zacinto".
Tra le sue opere più significative spicca il romanzo epistolare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", che riflette il tormento interiore dell'autore insieme al dramma di un'Italia sottomessa. Con "Dei Sepolcri" compose invece un inno alla memoria e alla funzione civile delle tombe, sintesi del suo pensiero a metà fra neoclassicismo e preromanticismo.
Visse in diverse città italiane ed europee, da Milano a Pavia, fino all'esilio in Svizzera e infine a Londra, dove morì nel 1827. La sua esistenza inquieta e appassionata per l'ideale di libertà si riflette in un'opera intensa, capace di fondere idealismo, gusto classico e impegno civile.
Nella lettera XX novembre delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis", Foscolo racconta un pellegrinaggio alla casa di Petrarca ad Arquà, brano da cui è tratto il testo della targa letteraria a lui dedicata.