Il Buso dei Briganti si trova sul monte Cinto e rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi dei Colli Euganei.
La leggenda narra che nell'Ottocento questo luogo costituiva un ottimo rifugio e quartier generale di combriccole di briganti, i quali, attraverso l'apertura di una breccia sulla trachite, accedevano ad una posizione panoramica ottimale per controllare il territorio sottostante.
Il fenomeno del brigantaggio, infatti, si era diffuso molto nel territorio euganeo, proprio per la presenza di colline boscose, con grotte e anfratti in cui era facile nascondersi e intercettare il passaggio di viandanti che venivano così derubati dei loro averi.
Il fenomeno del brigantaggio, infatti, si era diffuso molto nel territorio euganeo, proprio per la presenza di colline boscose, con grotte e anfratti in cui era facile nascondersi e intercettare il passaggio di viandanti che venivano così derubati dei loro averi.
I gradini incisi sulla roccia conducono ad una porta (la porta del Buso dei Briganti) che chiudeva l'accesso esterno, e la leggenda che coinvolge questo luogo è ancora viva nonostante il passare del tempo.
"Ci fu un tempo in cui uno, prima d'avventurarsi, faceva testamento e poi si segnava tre volte. Quel gruppo di sassi, a tre quarti del Monte Cinto, era un covo di ladri..."
Il brigantaggio venne represso duramente dal governo austriaco a partire dal 1948, quando il feldmaresciallo Radetzky introdusse pene militari anche per i crimini \"minori\" come furti e rapine.
Dal 1850 al 1854, con il Giudizio Statario di Este presieduto dal Giudice Giuseppe Chimelli, molti di questi briganti furono condannati a morte.
Il brigantaggio venne represso duramente dal governo austriaco a partire dal 1948, quando il feldmaresciallo Radetzky introdusse pene militari anche per i crimini \"minori\" come furti e rapine.
Dal 1850 al 1854, con il Giudizio Statario di Este presieduto dal Giudice Giuseppe Chimelli, molti di questi briganti furono condannati a morte.
La leggenda racconta che nel 1856, dopo l'ennesima retata ed una estenuante lotta, cento briganti vennero giustiziati nella piazza di Este. Il capobanda si salvò e trascorse il resto della sua vita con la moglie nascondendosi nel Buso dei Briganti. L'amore lo trasformò in un uomo buono, tanto da essere ribattezzato con l'appellativo di Eremita o di Santo.
Si racconta che il suo spirito ritorni nelle notti di luna piena, a vagare tra le rocce del Monte Cinto, scrutando dall'alto la pianura ai suoi piedi.
Si racconta che il suo spirito ritorni nelle notti di luna piena, a vagare tra le rocce del Monte Cinto, scrutando dall'alto la pianura ai suoi piedi.