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Chiesa della Beata Vergine della Salute
Chiesa

Chiesa della Beata Vergine della Salute

L'immagine della Beata Vergine Maria

L'immagine della Beata Vergine Maria con il Bambino Gesù, salutata con il titolo “Ave Regina Caelorum”, fu fatta dipingere per sua devozione nel 1626 da Giovanni Antonio Capovino (1576-1654, sacerdote dal 1642) su un pilastro del muro di cinta del suo podere in Borgo San Pietro, da “maestro Giulio” pittore in Este (Giulio De Rossi, morto a Este verso il 1640 e sepolto in San Martino). La popolazione cominciò a venerare la santa immagine come miracolosa dopo alcuni eventi (accaduti tra il luglio del 1638 e il giugno del 1639) che avevano suscitato stupore e grande devozione, tanto che con insistenza se ne richiese la protezione mediante la costruzione di un edificio di culto. Inizialmente l'immagine fu onorata con il titolo di Madonna dei Miracoli, poi nel terzo decennio dell'Ottocento prevalse il titolo di Madonna della Salute, per desiderio dell'arciprete del Duomo Gaetano Rizzardi, morto il 17 maggio 1834 in concetto di santità, e sepolto per richiesta popolare nell'area del presbiterio della chiesa.

La costruzione della Chiesa della Salute

Le molte elemosine raccolte dai fedeli permisero la costruzione dell'attuale chiesa: ha una navata a pianta ottagonale (usata spesso nelle chiese dedicate alla Madonna), coperta da una volta reale sormontata da lanterna finestrata, conclusa ad oriente da una cappella con l'altare che racchiude l'immagine sacra. Due slanciati campanili di forma ottagonale con cupoletta ricoperta di piombo affiancano il presbiterio e le sacrestie. La prima pietra della costruzione fu benedetta il 26 settembre 1639 e i lavori furono iniziati da Antonio Zuccato proto e architetto da Este che ne forniì il primo disegno. Dopo l'incidente della caduta di una parte dei muri nel dicembre del 1639, il progetto fu affidato a Francesco Zanini di Padova. L'edificio fu benedetto e aperto al culto dall'arciprete del Duomo Giovanni Battista Gnagnotti il 19 agosto 1641, ma alcuni altri lavori ai campanili proseguirono fino al 1644.

La chiesa divenne proprietà della Magnifica Comunità di Este, avendo il Capovino ceduto il terreno alla Comunità con atto di donazione del 6 luglio 1639. La gestione del culto fu affidata alla parrocchia del Duomo. L'immagine affrescata venne conservata tale e quale con il pezzo di muro su cui era dipinta, e posta in una posizione più elevata, in una nicchia al centro della pala dell'altare maggiore.

Dal 1649 al 1721 fu realizzata la straordinaria decorazione scultorea e pittorica che fa della chiesa un gioiello unico di arte e di fede. Pierpaolo Corbelli (+1649) e poi il figlio Antonio (1624-1707), fiorentini, realizzarono dal 1649 al 1653 l'altare intarsiato. Paolo Callalo (1655-1725) veneziano, nel 1713 scolpì gli angeli sopra la cimasa. Antonio Peschiera da Venezia realizzò nel 1650 i due portali principali. Dal 1655 al 1721 una schiera di pittori ornò le pareti della chiesa: Pietro Liberi (1605-1684), Antonio Zanchi (1631-1722), Federico Cervelli (1638-1694), Giovanni Antonio Fumiani (1650-1710), e inoltre Giovanni Brunelli, Tommaso Formenti, Ludovico Lamberti, Bartolomeo Litterini, Antonio Del Soldà.

Testi a cura di Don Bruno Cogo - Parrocchia del Duomo di Este

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