Lo Spritz Euganeo è la versione dei Colli Euganei dell'aperitivo più diffuso del Veneto. È nato ad Arquà Petrarca, all'Enoteca di Arquà, da un'idea del sommelier e oste Pino Cesarotto, che lo serve dal 2015 e che nel 2017 lo ha tutelato con un brevetto. L'intento dichiarato era quasi una provocazione: costruire uno spritz interamente con prodotti del territorio, a chilometro zero.
Al posto del prosecco c'è il Moscato Fior d'Arancio, il vino aromatico simbolo dei Colli Euganei, oggi tutelato dalla DOCG. Al Fior d'Arancio si aggiunge un preparato alcolico la cui ricetta resta segreta, in un rapporto indicativo di tre parti di vino e una di liquore, con ghiaccio e una scorza d'arancia. Il tocco che lo rende riconoscibile è la guarnizione: invece dell'oliva, uno stecchino con una giuggiola conservata sotto grappa, il frutto che più di ogni altro identifica il borgo di Arquà.
Ne risulta un aperitivo profumato e poco alcolico, intorno ai 6-7 gradi, circa la metà di uno spritz tradizionale con bitter. La dolcezza aromatica del moscato viene smorzata dalla parte alcolica, mentre la giuggiola chiude il bicchiere con una nota fruttata e calda.
Lo spritz, in Veneto, ha radici ottocentesche: si fa risalire ai soldati austriaci del Regno Lombardo-Veneto, che allungavano il vino bianco con acqua frizzante, e solo nel Novecento ha incontrato i bitter come Aperol, Select e Campari. Lo Spritz Euganeo si inserisce in questa storia con un'interpretazione legata al paesaggio dei colli: si beve ad Arquà, magari dopo una visita alla Casa del Petrarca, accompagnato da salumi e formaggi locali. È anche un buon pretesto per scoprire il mondo della giuggiola, celebrata ogni ottobre con la Festa delle Giuggiole e trasformata nel celebre Brodo di giuggiole.