Il capriolo è il più piccolo cervide autoctono presente nell'Italia continentale. Predilige paesaggi articolati nei quali boschi, margini forestali, radure, prati e coltivazioni si alternano: utilizza le zone coperte come rifugio e gli ambienti aperti soprattutto per alimentarsi di germogli, foglie, erbe e altre parti vegetali.
La sua storia nei Colli Euganei è particolarmente interessante perché mostra come la fauna del Parco sia cambiata in pochi decenni. Il vecchio Progetto Fauna non riconosceva una popolazione selvatica e interpretava i pochi avvistamenti come possibili individui fuggiti o liberati. Il quadro attuale è diverso: nella relazione ufficiale del Parco relativa alle attività faunistiche viene ormai citata esplicitamente una popolazione autoctona di capriolo.
Il capriolo può quindi essere considerato oggi parte della fauna selvatica euganea, anche se con consistenze molto inferiori rispetto alle grandi popolazioni delle aree alpine e prealpine. La sua presenza rappresenta una ricolonizzazione relativamente recente del comprensorio.
La Lista Rossa dei Vertebrati Italiani 2022 classifica Capreolus capreolus e la sottospecie continentale C. c. capreolus come LC – Minor preoccupazione. Il capriolo italico C. c. italicus, classificato VU, appartiene invece a popolazioni dell'Italia centro-meridionale e non è quello dei Colli Euganei.
Cosa fare se lo incontri
Il capriolo è un animale generalmente molto timido e difficile da osservare sui Colli Euganei: quando percepisce una persona, la risposta più comune è l'allontanamento.
Durante il periodo riproduttivo (primavera-estate), i maschi adulti possono manifestare comportamenti territoriali e, pur non rappresentando una forma di aggressività abituale, è comunque consigliabile non avvicinare o inseguire l'animale e lasciare sempre che possa allontanarsi.
Particolare attenzione è necessaria tra primavera e inizio estate. I piccoli di capriolo trascorrono le prime settimane nascosti e immobili nella vegetazione mentre la madre si alimenta nelle vicinanze e torna periodicamente ad allattarli. L'allontanamento della madre è in realtà una forma di protezione nei confronti del piccolo: il cucciolo è privo di odore e, stando da solo, fermo e nascosto nella vegetazione, è più difficile da individuare per eventuali predatori.
Un piccolo trovato solo non è quindi necessariamente abbandonato e non deve essere raccolto, spostato o accarezzato. È inoltre importante tenere i cani al guinzaglio: l'inseguimento da parte di un cane provoca un forte stress nel selvatico e può diventare pericoloso sia per il capriolo sia per il cane.