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La ricetta del Pan del Santo
Ricetta

La ricetta del Pan del Santo

Il dolce nato dal pane dei frati

Il Pan del Santo porta nel nome il legame con Sant'Antonio, il Santo per antonomasia dei padovani. La sua storia comincia davanti alla Basilica, dove i frati distribuivano il pane ai poveri e ai viandanti; con il tempo i pasticceri della città hanno trasformato quel pane in un dolce, che oggi è tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto per Padova e provincia e si trova tutto l'anno nelle pasticcerie.

La forma tradizionale è la ciambella e l'impasto, lavorato quasi interamente a mano, unisce uova, zucchero, farina, mandorle, gocce di cioccolato e granella di amaretto. Non va confuso con il dolce del Santo, l'altra specialità antoniana, fatta con un guscio di pasta sfoglia ripieno di confettura di albicocche, uvetta, canditi e mandorle, che nella forma alta e rigonfia dovrebbe ricordare le cupole della Basilica. Il Pan del Santo è il più semplice dei due da preparare in casa e si accompagna bene a un vino bianco dolce.

Ingredienti: per 6 persone servono 4 uova, 180 g di zucchero, 250 g di farina 00, mezza bustina di lievito per dolci, 80 g di mandorle pelate, 80 g di gocce di cioccolato fondente, 50 g di amaretti secchi e un pizzico di sale, più burro e farina per lo stampo.

Preparazione: Tostate leggermente le mandorle in padella, lasciatele raffreddare e tritatele grossolanamente; sbriciolate gli amaretti fino a ridurli in granella. Montate le uova con lo zucchero e il sale per almeno dieci minuti, finché il composto è chiaro e spumoso. Incorporate a più riprese la farina setacciata con il lievito, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare l'impasto, poi unite le mandorle, le gocce di cioccolato e metà della granella di amaretti.

Versate in uno stampo a ciambella da 24 cm imburrato e infarinato, cospargete la superficie con gli amaretti rimasti e cuocete in forno statico a 175 °C per circa quaranta minuti, verificando la cottura con uno stecchino. Lasciate intiepidire prima di sformare. Il lievito è una concessione alla cucina di casa, perché la ricetta tradizionale codificata non lo prevede tra gli ingredienti; il dolce è buono anche il giorno dopo, conservato sotto una campana di vetro.

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