I Fontanazzi, localmente conosciuti anche come “Boj”, sono un fenomeno caratteristico di alcuni tratti della pianura lungo l’Adige. Nella Bassa Padovana sono storicamente segnalati soprattutto nel territorio di Barbona, lungo la sinistra idrografica del fiume, in un settore prossimo anche ai comuni di Vescovana e Boara Pisani. La stessa Provincia di Padova individua a Barbona una specifica zona dei “Boj” o Fontanazzi, particolarmente evidente durante i periodi di piena dell’Adige.
Il fenomeno si manifesta quando, con l’innalzamento del livello del fiume, l’acqua penetra nei terreni permeabili presenti sotto l’argine e si muove verso il lato di campagna. L’aumento della pressione può far riaffiorare l’acqua oltre il piede arginale, formando polle, ristagni o piccoli specchi d’acqua. Non si tratta quindi di vere risorgive nel significato idrogeologico tradizionale, ma di un fenomeno direttamente collegato alle condizioni di piena e alla struttura dei terreni su cui poggia l’argine.
Quando la filtrazione diventa abbastanza intensa, l’acqua può trascinare con sé sabbia e altre particelle del terreno. Si innesca allora un processo di erosione sotterranea, detto sifonamento o piping, che può creare progressivamente un percorso preferenziale sotto l’argine. Per questo i fontanazzi sono attentamente sorvegliati durante le piene: nei casi più critici possono indebolire le fondazioni del rilevato e contribuire al suo cedimento.
La presenza dei Fontanazzi di Barbona è quindi interessante sotto un duplice aspetto: da un lato costituisce una particolare manifestazione del rapporto tra fiume, falda e terreni alluvionali della pianura, dall’altro testimonia uno dei problemi storici legati alla difesa idraulica dell’Adige. Dove l’acqua permane, le depressioni e le aree circostanti possono inoltre assumere l’aspetto di piccole zone umide, con vegetazione igrofila e ambienti differenti dalla campagna coltivata circostante.