“Oh, ma questo è un incanto, è un paradiso!”. Era Carlino Dessalle che si estasiava così sull’entrata del cortile, alle spalle di Piero. “Caro Maironi”, diss’egli, “senta quest’idea. Praglia è il sogno di un vecchione vergine e santo che ha cenato di olive e di melagrani e si è addormentato al suono di un preludio di Bach, non però come vi addormentereste voi. Oserei anche dire che ha bevuto acqua sterilizzata”. “Lei non ha veduto ancora niente”, fece Maironi. […] “Capite, basta uno sguardo. La torre merlata e quella divina loggetta che vi si porge incontro lassù – già voi nemmanco l’avete vista! – come un saluto del genio dell’Abbazia, il quale non ha potuto partire con i frati; e quella bruna chiesa quattrocentesca, così larga e solida nella sua eleganza, assisa in alto sopra quella compagine quadrata di grandi pietre coricate e morte come volumi di teologi, di dottori, di Padri, mi han fatto battere il cuore.
Da Piccolo Mondo Moderno, 1901
Targa Parco Letterario
Targa dedicata ad Antonio Fogazzaro presso la Loggetta del Belvedere a Praglia
- Luogo
- Abbazia di Praglia, Loggetta
- Tratto da
- Piccolo Mondo Moderno