«La complessità della semplicità»: è il motto della Cantina Terra Felice, ed è anche il modo migliore per raccontarla. Terra Felice è prima di tutto uno spazio fisico dove trovarsi — un casolare di legno tra le colline di Arquà Petrarca — e un luogo della mente dove stare: quello delle stagioni che tornano, delle mani che lavorano la vite come si fa da cinque generazioni della famiglia Cardin, dei gesti che si tramandano senza fretta.
I dieci ettari di vigneto arrampicati sui colli raccontano il lavoro di una vita: Chardonnay, Pinot Nero, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, Merlot crescono su terreni vulcanici, protetti in estate dalle reti bianche che disegnano il paesaggio. Primavera dopo primavera il vignaiolo innesta le barbatelle, l’estate porta il grappolo, l’autunno la vendemmia: ogni bottiglia comincia da qui, da questi gesti quotidiani.
In cantina, un «contenitore» di legno pensato per accompagnare la trasformazione dell’uva, i vini portano nomi che sembrano versi: Nèuma sui lieviti, Mònte Rìcco, Gàrrulo, Pianoro, Altavia, La Bag Felice, Vàio sul tetto. Bianchi, rosati e rossi che cercano di restituire il carattere della terra senza strifarlo: sapienti, territoriali, fedeli alle annate.
La cantina apre le porte a chi vuole scoprire da dove nasce il vino: visite guidate tra i filari e nelle sale di legno, degustazioni che raccontano ogni etichetta e il territorio che la nutre. Un’esperienza pensata per chi cerca, in un calice, la voce di questi colli.