«La nostra famiglia si tramanda da generazioni l’arte vitivinicola»: tutto cominciò a metà degli anni ’60, quando Celso Veronese — classe 1932, originario di Boccon di Vò — acquistò nella frazione di Valnogaredo di Cinto Euganeo «un vecchio rudere con fienile e qualche parcella coltivata a vigneto». Negli anni ’70 la famiglia vi si trasferì, e «un po’ alla volta, con tanto impegno e sacrifici, piantò i vigneti e creò la sua cantina».
La passione per la vite, ereditata dal padre Orlando, si è trasmessa al figlio Costantino, che oggi conduce l’azienda «con determinazione e amore»; accanto a lui la figlia Claudia — studi in Economia e specializzazione in Marketing vitivinicolo — e l’enologo Daniele Pizzinato: insieme hanno avviato la fase di rinnovamento che punta all’alta qualità «in un’ottica di tipicità». L’azienda conta «circa 12 ettari di splendidi vigneti, tutti circostanti la sede aziendale e la cantina di vinificazione».
Il territorio è quello dei Colli Euganei: rilievi di origine vulcanica che dal 1989 costituiscono il primo Parco Regionale del Veneto. Le caratteristiche del suolo e le condizioni microclimatiche permettono di ottenere «dei vini con un patrimonio organolettico unico e riconoscibile» — vini che la casa vuole «pienamente rappresentativi dei Colli Euganei».
La carta dei vini segue i caratteri della collina: i rossi Incontro (Merlot DOC), Lympha 71 (Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon DOC) e Nogarè (Merlot e Cabernet Sauvignon DOC); i bianchi Lumen (Chardonnay DOC) e il Serprino DOC; le bollicine Prosecco Extra Dry DOC, Fior d’Arancio DOCG e Polvere di Luna, il Glera maturato sui lieviti.
L’accoglienza è la filosofia della casa: «il contatto diretto con il produttore vi farà scoprire la storia di ogni vino e, tra una chiacchierata in cantina e una passeggiata in mezzo ai filari, vi sentirete come a casa vostra». La cantina organizza visite, degustazioni guidate e aperitivi personalizzati su prenotazione — un’esperienza suggestiva nel cuore dei colli.