Colli Euganei · Colli Euganei Natural Park
Aquae
Intervento artistico

Aquae

Dittico di Aurora Destro e Ida Harm sull'acqua e la cura tra specie

“Aquae” è un dittico costituito da due interventi in dialogo, nei quali si intrecciano i temi della necessità della cura intra-specie in un nuovo paradigma collaborativo e l’invito a riconsiderare la nostra visione antropocentrica come molto limitata. L’opera vuole riconoscere il diritto fondamentale di accesso all’acqua a soggetti animali (e vegetali) che abitano i Colli Euganei, in un mutuo soccorso che va ad agire nel concreto e nel concettuale, ricordando alla nostra società cieca cosa sta perdendo, cosa sta mutando sotto i propri occhi e cosa c’è da fare.

“Aquae” è una installazione permanente site-specific, concepita per Teolo Arte Natura, un museo diffuso a cielo aperto in cui otto opere creano un dialogo con il territorio. L’opera si trova sul punto panoramico dell’ex rampa deltaplani, uno spazio con grande forza teatrale situato sul sentiero che risale il Monte della Madonna dal Parco delle Fiorine di Teolo. È un luogo che, per le sue caratteristiche spaziali, paesaggistiche e naturali, suggerisce la sosta e la meditazione. L’opera amplifica l’intrinseca componente contemplativa del sito con la disposizione centrica di 29 massi di trachite euganea che sottendono un vuoto centrale: uno spazio centripeto che invita il corpo a sedersi e a fermarsi ad osservare il paesaggio e l’orizzonte. Nonostante il peso della materia utilizzata – quattro tonnellate circa – l’opera si inserisce nel contesto in modo gentile. Il vuoto centrale fa riferimento anche alla spazialità teatrale e introspettiva dell'antica cava di trachite da cui sono state recuperate le pietre. In alcuni dei massi, a diverse altezze e dimensioni, appaiono delle conchette, recipienti scavati nella pietra che con la pioggia si riempiono di acqua, diventando abbeveratoio per le diverse specie di animali: un gesto di offerta e cura che indaga il tema artistico con una prospettiva interspecista ed ecosistemica.

Alzando lo sguardo verso il sentiero roccioso che risale il monte, si percepisce la seconda componente del dittico. Una cascata di maioliche blu, riportante un messaggio in braille, ricorda un ruscello d’acqua che discende le rocce. È una idronomia che richiama nomi e toponomastica riferita ai corsi d'acqua e alle loro varie forme. Pur essendo la nostra una società che si basa primariamente sul senso della vista, essa rimane cieca rispetto alle proprie responsabilità sul piano del depauperamento ambientale. Per questo motivo l’opera si rivolge ai più ciechi fra i ciechi, cioè coloro che non vogliono vedere. Oggi è tempo di custodire le fonti, raccogliere l’acqua piovana, mantenere puliti i corsi, distribuirla equamente e prenderci cura degli ambienti da cui essa proviene in un rapporto di collaborazione, lezione che ben possiamo apprendere da soggetti non umani. L’opera richiama i nomi delle forme d’acqua, le nomina e le riporta sulle pietre dei colli, in un atto psicomagico che le fa esistere e ne innalza la dignità.

“Aquae” unisce cura e memoria dell’acqua in un atto di responsabilità ecologica, intervenendo con cura e rispetto in un luogo profondamente legato alla memoria collettiva e personale degli abitanti di Teolo e a quella ecosistemica dei Colli Euganei.

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